| ALTRE PUBBLICAZIONI |
S. Busatto ( a cura di) |
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Senza nulla concedere al “folclore di celebrazioni astoriche del passato”, un gruppo di cittadini ha voluto recuperare alcuni frammenti della storia della propria comunità valorizzando i ricordi dei più anziani. Ne è uscito un affresco che, da un punto di vista contenutistico, non ha nulla a che vedere con le solite nostalgiche rievocazioni venate di rimpianto per le antiche atmosfere e i perduti valori. Si leggano in particolare i racconti femminili: una denuncia aspra, ancorata ai fatti e perciò priva di retorica, della durezza dei rapporti intrafamiliari, della condizione di sfruttamento e di emarginazione dei più deboli, soprattutto donne e bambini, dell’impotenza ad opporsi a soprusi e prevaricazioni. E se un po’ di nostalgia traspare, questo avviene, giustamente, nelle pagine in cui, di fronte al degrado odierno, ci si ricorda di come fossero limpidi i fiumi, i fossi e i fontanazzi di una volta, ricchi di una flora e di una fauna almeno in parte scomparse o gravemente minacciate. (L. Vanzetto, Prefazione). |
Anna Alemanno (a cura di) Lettere [d]all'Occidente Istresco, Treviso 2008, pp. 126, euro 12,00. |
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Lettere [d]all’Occidente è un progetto nato dalla volontà di dare voce e ascolto ai cittadini di madre lingua straniera residenti nella provincia di Treviso, attraverso un concorso di scrittura che ha dato loro l’occasione di raccontare l’esperienza in Italia con una lettera indirizzata ad un proprio caro, nel paese d’origine. La raccolta di testi, qui pubblicata, testimonia il comune vissuto personale dei nostri concittadini stranieri e permette di condividerne l’autentica richiesta di comprensione e accettazione. Il materiale raccolto rappresdenta una significativa documentazione delle esperienze delle prime generazioni di immigrati in questo scorcio di nord-est. Nell’ambito del progetto sono stati organizzati incontri e conferenze a carattere interculturale con il proposito di contribuire a migliorare il dialogo tra i popoli. I saggi brevi contenuti in questa pubblicazione stanno a testimoniare il dibattito e il confronto costruttivi in atto nella società civile. |
Lorenzo Capovilla, Giancarlo De Santi Sui sentieri dei partigiani nel Massiccio del Grappa Cierre-Istresco, Verona 2007 |
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Meta di pellegrinaggi agli inizi del Novecento e poi simbolo dell'eroismo italiano durante la Grande Guerra, dopo l'8 settembre il Grappa fu scelto anche come rifugio dai partigiani: sul massiccio nacquero quattro formazioni per un totale di circa 1200 uomini. Dopo il rastrellamento attuato da nazisti e fascisti tra il 20 e il 28 settembre 1944, molti di essi furono uccisi o deportati, mentre rappresaglie e devastazioni terrorizzarono a lungo le popolazioni civili. E' soprattutto questo nodo di storie che ha portato gli autori a ripercorrere i sentieri della Resistenza e a visitare rifugi e postazioni. Il risultato sono i 16 itinerari contenuti in questo libro, che interessano tutti i versanti del massiccio e consentono all'escursionista di leggere i segni che fanno del monte Grappa uno dei luoghi più emblematici della storia del Novecento, apprezzando nello stesso tempo le particolarità della conformazioni geologica e gli endemismi naturalistici, nonchè la bellezza degli scorci panoramici. |
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Egidio Ceccato
Guerra, Resistenza e rinascita di Castelfranco Veneto La vicenda di Guido Battocchio (1919-2001) Istresco, Treviso 2007, pp. 316. |
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La vicenda di Guido Battocchio un popolano di Salvatronda di umili origini, dapprima operaio alla Simmel, poi guardia municipale dalle molte risorse ed infine agente immobiliare in proprio ci consente di illuminiare dal basso cinquant’anni di storia di Castelfranco e della castellana. E quindi di mettere a fuoco la ribellione morale di tanti giovani alla guerra voluta dal fascismo, la loro convinta partecipazione ad una Resistenza dalle diverse anime e dalle perduranti zone d’ombra le stesse che fanno da sfondo all’assassinio di Masaccio la successiva tendenza a discriminare i rossi anziché a punire o epurare i neri; i molteplici apporti alla ricostruzione post-bellica e alla crescita economica e civile di Castelfranco Veneto, fortemente voluta dai fratelli Domenico e Gino Sartor. Capitoli di storia come sempre in chiaroscuro, che hanno però permesso a non pochi ex polentoni di scrivere pagine esemplari di riscatto personale e familiare. |
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Daniele Ceschin
"Ai poveri ha da tornare" Storia dell'Ospedale Bon Bozzolla di Soligo Istresco, Treviso 2006, pp. 192. |
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Le vicende dell'Ospedale Bon Bozzolla di Soligo si sono snodate attraverso un secolo, hanno segnato profondamente la storia politica e amministrativa del territorio del Quartier del Piave, ma soprattutto hanno inciso notevolmente sulle dinamiche sociali di quella comunità. Da luogo di cura e di assistenza, frutto della beneficenza di fine Ottocento, l'Ospedale è diventato nel corso dei decenni una realtà economica sempre più importante, caratterizzandosi per la sua capacità di governare i momenti di crisi e i cambiamenti e di modificare via via le sue finalità che, anche attualmente, sono orientate verso i servizi alla persona. |
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| Lorenzo Capovilla, Giancarlo De Santi Sui sentieri dei partigiani nel massiccio del Grappa Cierre edizioni, Istresco, Verona 2006, pp. 200 |
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Meta di pellegrinaggi agli inizi del Novecento e poi simbolo dell'eroismo italiano durante la Grande Guerra, dopo l'8 settembre il Grappa fu scelto anche come rifugio dai partigiani: sul massiccio nacquero quattro formazioni per un totale di circa 1200 uomini. Dopo il rastrellamento attuato da nazisti e fascisti tra il 20 e il 28 settembre 1944, molti di essi furono uccisi o deportati, mentre rappresaglie e devastazioni terrorizzarono a lungo le popolazioni civili. E' soprattutto questo nodo di storie che ha portato gli autori a ripercorrere i sentieri della Resistenza e a visitare rifugi e postazioni. Il risultato sono i 16 itinerari contenuti in questo libro, che interessano tutti i versanti del massiccio e consentono all'escursionista di leggere i segni che fanno del monte Grappa uno dei luoghi più emblematici della storia del Novecento, apprezzando nello stesso tempo le particolarità della conformazioni geologica e gli endemismi naturalistici, nonchè la bellezza degli scorci panoramici. |
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| Andrea Dapporto Ponzano Veneto 1935-1945 Forza della memoria. Fascismo, Resistenza, Liberazione Istresco, Treviso 2005, pp. 156 |
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Forza della Memoria la ricerca dell'Auser di Ponzano, coordinata da Andrea Dapporto, costituisce il modello di una ricerca rigorosa su una storia, "vissuta dal basso", dal popolo di un paese agricolo, fatto di piccoli borghi, come era Ponzano. È infatti la storia di singole persone, in carne ed ossa, con i loro ricordi e le loro parziali visioni di un periodo terribile, come quello che comincia l'8 settembre 1943. Ma è anche la preziosa testimonianza di una piccola comunità, la testimonianza di un percorso che parte da una adesione di massa al fascismo, ancorché passiva in molti, per giungere alla scoperta dei motivi che spiegano e legittimano il ricorso alla lotta armata. Non solo contro l'invasione tedesca ma contro il "fascismo di tutti i giorni"e la sua rete di poteri irresponsabili e dispotici. |
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| Mauro Pigozzo 13 aprile 1945. Spineda in fiamme La memoria sessanta anni dopo Comune di Riese Pio X, Istresco, Treviso 2005, pp. 80 |
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Il paese incendiato e depredato da tedeschi e fascisti per rappresaglia dopo uno scontro con i partigiani; abitanti minacciati di morte e arrestati; violenza, dolore, paura: sono questi i fatti accertati verificatisi a Spineda il 13 aprile 1945. Appaiono invece incerti e contraddittori i documenti e le testimonianze relativi allo scontro tra partigiani e nazifascisti allorigine della rappresaglia: dopo tanti anni, risulta ormai quasi impossiblile salvo limprobabile ritrovamento di nuovi documenti ricostruire nei dettagli la dinamica e le motivazioni della sparatoria dell11 aprile 1945. |
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| Luisa Bellina, Maria Teresa Sega Tra la città di Dio e la città delluomo Donne cattoliche nella Resistenza Veneta Iveser, Istresco, Treviso 2004, pp. 400. |
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La Resistenza delle donne cattoliche è stata a lungo doppiamente taciuta: dalla storiografia e dalla memoria collettiva. Il libro, che raccoglie gli atti di un convegno a loro dedicato a Venezia nel 2002 e rende pubbliche testimonianze di protagoniste, colma, almeno in parte, questo silenzio, offrendo alla storia dellantifascismo, della lotta di Liberazione e del dopoguerra in Veneto nuovi spunti di interpretazione ed una visione più complessa delle motivazioni che spinsero molte donne ad un impegno militante che ha trovato, per alcune, continuità nella politica. |
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| Federico Maistrello (a cura di) Processo ai fascisti del rastrellamento del Grappa Corte d'assise straordinaria di Treviso, 1947 Istresco, Treviso 2004, PP. 164 |
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Il 7 gennaio 1947 la Corte di Assise Straordinaria di Treviso iniziò un procedimento penale a carico di quindici fascisti imputati di essere implicati nelle vicende relative al durissimo rastrellamento 20-28 settembre 1944 che i tedeschi avevano effettuato contro le formazioni partigiane arroccate sul massiccio del Grappa. Queste schieravano circa milleduecento uomini delle Brigate Matteotti, Gramsci, Italia Libera Archeson e Italia Libera Campocroce. Mancavano completamente di artiglieria pesante e molti partigiani erano disarmati. Nonostante fossero informati del rastrellamento che stava per travolgerli, decisero di battersi, sia nellillusione che gli Alleati fossero sul punto di sfondare la Linea Gotica; sia nella speranza che gli anglo-americani li avrebbero aiutati con incursioni aeree contro le truppe nazifasciste e con aviolanci di armi. Purtroppo nulla di tutto ciò accadde ed essi si sacrificarono in una strenua quanto vana resistenza. Solo pochi riuscirono a sottrarsi alla furia nemica. Trecento furono uccisi in combattimento e gli altri furono catturati e processati da tribunali nazifascisti improvvisati. Di questi ultimi, centosettantuno furono impiccati (tra cui i trentuno nelle principali vie di accesso a Bassano), o appesi a un gancio, o fucilati nei paesi della pedemontana; quattrocento furono deportati in Germania e di essi, i due terzi, non fecero più ritorno. |
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Livio Vanzetto
Maso l'alpino Il Poligrafo, Padova 1993, pp. 120 [esaurito] Attraverso un intimo epistolario, è ricostruita la lunga maturazione dell' "antifascismo esistenziale" in un giovane ufficiale negli anni della guerra G. Pozzobon e F. Rizzi Venti mesi nella Marca Percorso didattico 1943-1945 Cierre Edizioni, Verona 1995, pagg. 143 Lino Masin La lotta di Liberazione nel Quartier del Piave e la Brigata Mazzini 1943-1945, preff. di Andrea Zanzotto e Livio Vanzetto Cierre ed., Verona 1996, pp. 318 [esaurito] Una storia locale della resistenza scritta da un partigiano. Un libro ricco di dati e fatti, raccontati con lo spirito di "chi c'era". AA.VV. Ricordo di Gino Sartor Atti del Convegno di Castelfranco Veneto. 25 novembre 1995 Cierre ed., Verona 1997, pp. 70. Un omaggio ad uno dei fondatori e primo presidente dell'Istituto, ma anche un'occasione per meglio conoscere la biografia di un partigiano cattolico che rivestì anche importanti cariche all'interno della vita politica veneta del secondo dopoguerra. Giorgio Morlin Un'epoca, un parroco, una comunità Itinerario civile e religioso della parrocchia di Caerano San Marco Cierre ed., Verona 1997, pp. 172 [esaurito] La biografia di un parroco veneto, don Camillo Pasin, diventa un ottimo punto di osservazione sui profondi legami tra la chiesa e la società veneta tanto negli anni del fascismo che in quelli della ricostruzione post-bellica. Paolo Pozzato (a cura di) Sui monti o lungo le valli? Le battaglie della Grande Guerra a Plezzo e sul Grappa nelle ricostruzioni di alcuni comandanti austroungarici Cierre ed., Istresco, Verona 2001, pp. 116 [esaurito] Pierantonio Gios (a cura di) La "cronaca parrocchiale" di don Ferdinando Galzignan Crespano del Grappa 1940-1945 Istresco-Cierre-Canova, Treviso 2001, pp. 56 L. Bellina, M. Crespan, L. Fantina, C. Perusini, L. Urettini, Gildo Cesco-Frare Tra dubbio e utopia del possibile Cierre Edizioni-Istresco, Treviso, 2002, PP. 276 R. Biondo Il verde, il rosso, il bianco La V brigata Osoppo e la brigata osovano-garibaldina "Ippolito Nievo" C.L.E.U.P., Padova 2002, PP. 344 [esaurito] |