PUBBLICAZIONI / PROMEMORIA

Katia Piovesan (a cura di),
Alla ricerca di “una base sicura”
Istresco, Treviso, 2011
L’uomo della modernità si sente sempre più solo, incapace di affrontare problemi cosi ampi, a volte globali, la cui soluzione può essere solo comunitaria. Egli ha bisogno della comunità da cui rifugge. Ma da dove cominciare, ora che non ha più legami?
L’esperienza raccontata nelle pagine di questo libro rappresenta uno straordinario tentativo di rompere questo perverso circolo vizioso e di riannodare relazioni che sorreggono le fragilità di ogni condizione umana. La comunità “Le Giare” segna la direzione per una possibile evoluzione delle comunità di accoglienza che si occupano di bambini e delle loro famiglie in difficoltà. Accanto alla Comunità esistono tutte le persone e le famiglie che hanno superato il confine della propria casa, entrando in una dimensione comunitaria tramite l’Associazione “Granello di Senapa”. Sono persone e famiglie che aiutano altre persone e altre famiglie e che a loro volta acconsentono di essere aiutate e accompagnate.

Erika Pavan (a cura di)
Zoghi de ‘na volta. Divertimenti e giochi al tempo dei nonni
Istresco, Treviso, 2011
Che alla base dell’homo faber ci sia l’homo ludens non è una scoperta della psicologia moderna, ma era già una consapevolezza profonda della tradizione contadina che accanto ai giochi di puro divertimento proponeva una nutrita serie di giochi didattici, il più delle volte propedeutici alle attività lavorative del mondo rurale.
Altri messaggi venivano veicolati dal gioco in funzione sociale: l’idea delle regole da rispettare e, se del caso, cambiare con discussioni e decisioni condivise; l’idea dell’ordine per cui, come nella vita, c’è chi “sta sora” e chi “sta soto” al pari di chi gioca a “mussa vegno”. [...]
Da tutta la ricerca appare un sistema di giochi strettamente legato alla stagionalità, ai ritmi ciclici della natura e della terra, con un confronto continuo fra gli individui di una comunità e una ricchezza di relazioni interpersonali e umane che le odierne play-station non riusciranno mai a regalare ai loro piccoli fruitori.

Pier Vittorio Pucci
Ida nel sogno della ragione
Storia di una deportazione
Istresco, Treviso 2011, euro 14,00 ISBN 978-88-88880-61-7
Ida è una ragazza di 17 anni che il tradimento dell’amico, la guerra, il delirio di onnipotenza di una disumana ideologia hanno strappato a una dura quotidianità e annientato ad Auschwitz, a Ravensbrück, a Neuengamme. È una storia vera, raccontata da altre ragazze deportate con Ida, e ancora viventi, e dai documenti degli archivi dei lager.
«Che fine hanno fatto i miei figli? La mia famiglia è stata quasi tutta distrutta. Penso che la gente non abbia imparato molto». Sono le terribili parole pronunciate, dopo tanti anni, dalla mamma di Ida, che nei campi di concentramento nazisti, dove anche lei e il marito erano stati deportati, ha perso due figli.

Roberto Fontana
Una famiglia nella tragedia
I Ferrarese di Paderno del Grappa (1943-45)
Istresco, Treviso 2010, pp. 184, euro 14,00 ISBN 978-88-88880-55-6
Questa ricerca parla di un territorio, quello della Pedemontana del Grappa, lacerato e devastato dagli avvenimenti accaduti dopo l’8 settembre 1943. In quei mesi di guerra, che molti combatterono in nome della libertà e di una maggiore giustizia, si aprirono però spazi di contesa tra opposte appartenenze, tra interessi inconciliabili, tra inimicizie e rese dei conti personali e di gruppo che produssero violenza, disgregazione e morte.
Roberto Fontana racconta quei giorni ricostruendo la storia dei Ferrarese di Paderno del Grappa, una famiglia arrivata indenne alla data dell’armistizio, ma sulla quale sembrano accanirsi poi tutti i mali di cui è portatrice la guerra. Una famiglia che, per le scelte nette di alcuni suoi membri, si trova a fare i conti con gli assalti fascisti, con la prigionia, con la deportazione e con la morte e che finisce per pagare un prezzo che nessuno aveva messo in conto.

Ernesto Brunetta
1945: La cartiera Burgo e la guerriglia in pianura
Istresco, Treviso 2009, pp. 172, € 14,00, ISBN 978-88-88880-45-7
Negli ultimi giorni di guerra si insediò a pochi chilometri da Treviso, nei locali della Cartiera Burgo di Mignagola, un tribunale partigiano deciso a fare giustizia sommaria di spie, collaborazionisti e combattenti in camicia nera. Circa duecento persone furono catturate, interrogate, talvolta torturate; quasi la metà furono infine uccise e fatte sparire. Ma le cifre precise rimangono ancora un mistero.
Né il Comitato di Liberazione Nazionale né le truppe di occupazione alleate furono in grado di controllare e contenere questa resa dei conti. Fu il colpo di coda di un conflitto che il fascismo aveva voluto, che era cominciato come guerra di conquista europea e mondiale e si era infine rovesciato in una lotta intestina, spietata e violenta.
I “fatti di Mignagola” rimasero come un buco nero nella memoria collettiva: per decenni furono fonte di imbarazzo per i partigiani e un’arma di ricatto nelle mani dei loro detrattori. Gli uni cercarono di rimuovere o di minimizzare; gli altri invece enfatizzarono e strumentalizzarono l’eccidio per denigrare l’intera Resistenza. Entrambi, per opposti motivi, furono poco interessati a capire cosa accadde veramente, e perché.
Proprio l’esigenza a lungo trascurata di conoscere, di comprendere e quindi di fare storia è la ragione che sta alla base di questo libro.

Piero Bonotto
I banditi dell'Archeson
Ricordi di un partigiano del Grappa
Istresco, Treviso 2008, pp. 186, € 12,00
Piero Bonotto nasce a Cavaso del Tomba nel 1924. Ha 19 anni quando i fatti dell’8 settembre lo spingono ad organizzare, con un gruppo di amici del paese, le prime forme di resistenza “in nome degli ideali di libertà e giustizia che il fascismo da vent’anni calpestava”.
Diventa così uno dei partigiani del Grappa, uno dei “banditi dell’Archeson”, uno degli uomini della Brigata Italia Libera del maggiore Edoardo Pierotti.
In questa memoria ripercorre lo sconcerto di allora per la decisione di difendere il monte, ad oltranza, nei giorni del rastrellamento (20-28 settembre 1944) e rivive, con sgomento, il dolore per i tanti amici trucidati in quella che fu una strage di inermi.
Racconta i mesi di lavoro alla Todt come occasione per continuare a lottare, “attraversando l’inferno”, fino ai “giorni indimenticabili” della Liberazione.
La storia è a lieto fine: Piero ha la consapevolezza di aver contribuito a ridare dignità e libertà al suo paese. E non da solo, ma assieme a tanti altri. E’ per difendere la loro memoria che Piero continua a lottare.

Daniele Ceschin
In fuga da Hitler
Gli ebrei stranieri internati nel Trevigiano (1941-43)
Istresco, Treviso 2008, pp.176, € 12,00
Il volume raccoglie le storie degli ebrei stranieri provenienti soprattutto dalla Jugoslavia occupata dalle truppe nazifasciste, ed internati in provincia di Treviso durante la Seconda guerra mondiale.
Destinati all'"internamento libero”, circa 380 ebrei arrivano infatti nel Trevigiano nell’autunno del 1941 per poi essere inoltrati in una ventina di comuni, nei “perimetri della razza” predisposti dal regime fascista e dai quali non possono uscire: quasi dei “campi di concentramento” dove gli internati, nonostante i vincoli posti dalle autorità, riusciranno comunque ad intrecciare le loro vite con quelle della popolazione locale.
Nei “perimetri” rimarranno fino all’armistizio quando si renderà necessaria un’altra e definitiva fuga – verso la Svizzera o verso l’Italia già liberata – per sottrarsi alla deportazione nei campi di sterminio.
Il libro è nato grazie allo stimolo di Renato Mannheimer, la cui famiglia venne salvata da un ignoto “giusto” di nome “Renato”.

Nino De Marchi, Livio Fantina
Partigiani in montagna
Fotografie della Resistenza in Cansiglio e Alpago. Autunno 1944 primavera 1945
Istresco, Treviso 2007, pp. 144.
Sessanta foto, un piccolo tesoro di ricordi privati conservato gelosamente a cui accostarsi ogni tanto per rinnovare le sensazioni della gioventù, a riflettere sul senso di un'esperienza tanto forte da determinare una vita.

Ma il piccolo tesoro è anche il tassello di una memoria collettiva, testimonianza di uno sguardo irripetibile e spontaneo con cui, tra i boschi le montagne e le baite del Cansiglio, si vive l'alba di una nuova storia, si sogna una nuova nazione o, più semplicemente, si cerca di sopravvivere con la dignità di chi non vuol chinare il capo di fronte alla prepotenza dei nuovi padroni a cui i vecchi hanno ordinato di sottomettersi. (Livio Fantina)

Giorgio Morlin (a cura di)
1944: Treviso sotto le bombe. Una Cronaca vescovile e altri documenti inediti su Treviso in tempo di guerra (1944-1945)
Istresco, Treviso 2007, pp. 160. € 12,00
Dopo la caduta del fascismo, la Chiesa trevigiana riemerge dalla guerra con un’immagine notevolmente rafforzata.
Non pochi elementi avrebbero potuto far pensare ad un suo disagio o ridimensionamento a causa dei numerosi compromessi cui si era adattata nel corso del ventennio precedente: dall’aperto appoggio al Plebiscito a favore del Partito nazionale fascista nel marzo 1929 alla guerra coloniale in Africa; dal silenzio imbarazzante sulle leggi razziali nel 1938, all’entrata in guerra del 1940; dall’occupazione di Grecia e Jugoslavia, fino al sostegno attivo e convinto alla campagna di Russia.
Fatti, questi, che avrebbero potuto giustificare diffidenza e risentimento nei confronti dell’istituzione ecclesiale. In realtà, la compattezza del consenso nel cattolicesimo rurale trevigiano e il coinvolgimento personale di molti preti, e del vescovo in particolare, a fianco della popolazione civile, smentirono questa previsione.
La gente, infatti, pur nelle inevitabili asprezze che si crearono nello scontro ideologico tra comunismo e anticomunismo, riconobbe nella Chiesa trevigiana un significativo punto di riferimento durante l’intero decennio 1940-1950. E questo, grazie anche a mons. Antonio Mantiero che, con determinazione e generosità, svolse un’opera altamente civile oltre che ecclesiale.

A. Casellato (a cura di)
Il microfono rovesciato. Dieci variazioni sulla storia orale
Interviste a Cesare Bermani, Manlio Calegari, Luisa Passerini, Alessandro Portelli, Tullio Telmon, Gabriella Gribaudi, Daniela Perco, Marco Fincardi, Antonio Canovi, Marco Paolini
Istresco, Treviso 2007, pp. 144, € 12.00
Abbiamo preso sul serio l’immagine inventata da Gianni Bosio, del ricercatore sul terreno dell’oralità come intellettuale rovesciato.
Così ne abbiamo scelto dieci esemplari, diversi tra loro per età, provenienza e professione, e li abbiamo capovolti. Non messi a testa in giù, ma solo dall’altra parte del registratore.
Già questa è stata una piccola rivoluzione copernicana. Abituati a fare domande agli altri, sono stati gentilmente costretti a dare risposte su di sé, a raccontare le loro storie, a svelare i loro segreti (professionali).

Alberto Tronchin
Un "giusto" ritrovato
Karel Weirich: la Resistenza civile e il salvataggio degli ebrei in Italia
Istresco, Treviso 2007
Dalla scoperta di un archivio a Treviso, riemerge la storia dimenticata di Karel Weirich, un giornalista antifascista ceco che durante la seconda guerra mondiale aiutò in Italia centinaia di ebrei fuggiti dalla Ceco-Slovacchia occupata dai nazisti.
Una vicenda positiva ed emblematica, in grado di mostrarci come la Resistenza e l'attività di soccorso verso le persone di religione ebraica fossero unite dai medesimi valori.

"La limpida vicenda umana e civile di Karel Weirich ci fa riscoprire una realtà che prima il fascismo, poi il comunismo avevano largamente occultato e Alberto Tronchin è riuscito con indubbia perizia a saldare in una sintesi felice un evento locale (la scoperta di un archivio) con la grande storia della Resistenza e della Shoah". (dalla Prefazione di Francesco Leoncini)

Livio Vanzetto (a cura di)
Per Ivo Dalla Costa
Istresco, Treviso 2006, pp. 144
Uomo politico, sindacalista, organizzatore culturale, storico, cultore di musica e di pittura, Ivo Dalla Costa ha ricoperto, per oltre un cinquantennio, un ruolo di primo piano sulla scena pubblica trevigiana, "punto di riferimento della vita politico-culturale" locale.

Federico Maistrello
'Carmen'
Una donna nella Resistenza
Istresco, Treviso 2006, pp.152
Da Selva del Montello (Treviso) a Buenos Aires. In mezzo, la stagione della guerra partigiana, che ha lasciato nel corpo di ‘Carmen’ segni indelebili.
Dopo sessant’anni di oblio, la ricerca di Federico Maistrello ci restituisce una vicenda drammatica di Resistenza al femminile.

Daniele Ceschin (a cura di)
Biblioteca antifascista
Letture e riletture della Resistenza
Università Ca' Foscari, Istresco, Treviso 2006, pp. 144
Un’ideale “biblioteca antifascista" con i suoi pieni e i suoi vuoti, con i libri letti e riletti e con quelli che possiamo momentaneamente considerare fuori scaffale.
Testi legati a vario titolo al periodo della Resistenza e all’antifascismo, ma non solo; che ci appartengono indistintamente e che riconosciamo come parte di un comune orizzonte culturale e, alla fin fine, democratico e civile.
Possiamo sommessamente considerare le riletture di questi libri i nostri "granelli di sabbia”, il nostro modesto contributo ad una cultura antifascista che, oltre che studiata, va innanzitutto testimoniata e quindi difesa.

Luisa Tosi
Testimoni loro malgrado
Memorie del bombardamento del 7 aprile
Istresco, Treviso 2006, seconda edizione, pp. 176
Il 7 aprile 1944 più di 2000 bombe vennero sganciate su Treviso.
Quel giorno la città esplose. Rovinarono al suolo edifici pubblici ed interi quartieri. I rifugi colpiti seppellirono centinaia di persone.
Attraverso il racconto di ventinove testimoni, intervistati da Luisa Tosi, possiamo ora ripercorrere le ore che accompagnarono il bombardamento e i mesi di guerra che lo seguirono.

All'interno:
Il 7 aprile e la memoria di una città
di Erika Lorenzon
Memorie del bombardamento del 7 aprile
di Luisa Tosi
Nota storica
di Ernesto Brunetta

Luisa Tosi
E' finita la guerra... tutti a casa
25 aprile 1945: la Liberazione nei ricordi dei trevigiani
Istresco, Treviso 2006, pp. 96
Ognuno ha le sue date importanti, quelle che contraddistinguono i passaggi della vita, dal nascere al morire, con le dovute tappe intermedie. Riguardano il nostro privato, fanno parte del patrimonio familiare e della cerchia più ristretta degli amici.
Altre date però sono patrimonio allargato di una società, di una comunità, di una nazione, proprietà collettiva che il senso di appartenenza rende importante anche attraverso i ricordi, le celebrazioni e tutte le occasioni pubbliche che ne rinnovano la condivisione e ne celebrano la rilevanza sociale. E la proprietà comune, rendendo pubblico il privato di molti, sollecita la solennità del ricordo, lo riempie di significati, ne sottolinea l'importanza, lo fa diventare parte integrante di un tutto.

F. Scattolin, M. Trinca, A. Manesso
Deportati a Treviso
La repressione antislava e il campo di concentramento di Monigo (1942-1943)
Istresco, Treviso 2006, pp. 128 [1a edizione esaurita, in ristampa a maggio 2006]
"L'Istresco da anni ha puntato la propria attenzione su alcune delle tematiche legate alla complessa vicenda del confine orientale, mettendo a fuoco non solo il periodo successivo all'8 settembre e all'immediato dopoguerra, ma analizzando fatti e vicende storiche precedenti, per capire quali conseguenze abbia avuto la politica antislava messa in campo dal "fascismo di frontiera", prima e dopo l'occupazione della provincia di Lubjana nella primavera del 1941". (dall'Introduzione di Lorenzo Capovilla)

All'interno:
La politica antislava al confine orientale (1918-1945)
di Francesco Scattolin
Monigo. Un campo di concentramento per slavi a Treviso (1942-1943)
di Maico Trinca
Memorie ritrovate
di Amerigo Manesso

I. D. Costa, R. Pignatiello, F. Maistrello
La persecuzione degli ebrei in provincia di Treviso 1938-1945
Istresco, Treviso 2006, pp. 117 [1a edizione esaurita, in ristampa a maggio 2006]
"...la sconcertante vicinanza tra coloro che perseguitarono e coloro che salvarono, tra episodi radiosi di solidarietà e forme squallide di delazione, le oscillazioni e le scelte individuali ai margini di quell'ampia zona grigia della società che per la maggior parte fu impegnata a non vedere, a non sentire, a non compromettersi..." (dall'Introduzione di Alessandro Casellato)

All'interno:
Ebrei italiani e stranieri in provincia di Treviso 1938-1945
di Ivo Dalla Costa
Bruno Abramo Lattes. Da Istrana a Lugano, e ritorno
di Roberto Pignatiello
Maria Sara Rosenthal. Da Conegliano a Ravensbrück, senza ritorno
di Federico Maistrello

Associazione "La Ginestra", a cura di Alessandro Casellato
Tanti modi di dire addio
Luoghi, parole, riti per un commiato laico
Istresco, Treviso 2005, pp. 111
Tanti modi di dire addio rappresenta anzi tutto la cronaca della prima battaglia di una piccola associazione di Treviso, "La Ginestra" (in omaggio alla nota poesia leopardiana), che è nata nel 2002 con un obiettivo concreto: ottenere una sala civica del commiato per i non cattolici.
Il libretto, curato dallo storico A. Casellato, contiene anche una sezione dedicata alle norme vigenti in materia di esequie ed una antologia che documenta la tradizione di funerali civili in Italia.

Egidio Ceccato
I Carabinieri nella Resistenza del Grappa
Il battaglione "L. Giarnieri" della Brigata "Nuova Italia"
CIERRE Edizioni, Verona 1994, pp. 31

Ivo Dalla Costa
Le elezioni politiche del 1924 in provincia di Treviso
CIERRE Edizioni, Verona 1994, pp. 26

Ivo Dalla Costa
Ebrei trevigiani e stranieri in provincia di Treviso 1941-1945
CIERRE Edizioni, Verona 1994, pp. 32 [esaurito]

Alessandro Casellato
Libri per il popolo. Appunti sulle biblioteche popolari e l'organizzazione della cultura a Treviso tra Ottocento e Novecento
CIERRE Edizioni, Verona 1995, pp. 47 [esaurito]

AA.VV.
La XX Brigata Nera
Le sentenze della Corte d'Assise Straordinaria di Treviso
CIERRE Edizioni, Verona 1995, pp. 40

Giuliano Ramazzina
La Resistenza castellana negli scritti di Enzo Rizzo
CIERRE Edizioni, Verona 1995, pp. 37

Michele Simonetto
Storiografia sulla Resistenza nel Trevigiano
Motivi politici e sociali 1945-1995
CIERRE Edizioni, Verona 1996, pp. 53

Francesco Piazza
L’antisemitismo tra Otto e Novecento nel Trevigiano
CIERRE Edizioni, Verona 1996, pp. 51

Federico Maistrello
La Decima Mas in provincia di Treviso
Fatti e documenti
CIERRE Edizioni, Verona 1997, pp. 82 [esaurito]

Alessandro Casellato (a cura di)
In memoria di Franco Rizzi
Con una nota sulla morte laica
Istresco, Treviso 2000, pp. 31

Erika Lorenzon (a cura di)
Un giorno per non dimenticare
27 gennaio 1945. Abbattimento dei cancelli di Auschwitz
Provincia di Treviso - Istresco, Treviso 2002, pp. 75

Francesco Scattolin
Il fascio e la tiara
Dal Concordato, il plebiscito
Istresco, Treviso 2002, pp. 82

Maico Trinca
Monigo: un campo di concentramento per slavi a Treviso
Luglio 1942 - settembre 1943
Istresco, Treviso 2003, pp.93 [esaurito]
La ricerca traccia un quadro sintetico delle vicende dell'occupazione italiana della Provincia di Lubiana (aprile 1941 - settembre 1943) all'interno del quale va collocata la violenta repressione contro partigiani e popolazione civile slovena.
In modo più specifico si parla dell'internamento di popolazione slovena in campi di concentramento sorti nel nostro paese tra il 1942 e il 1943, un argomento sul quale per molto tempo la nostra storiografia ha glissato e che rimane per lo più ancora sconosciuto al grande pubblico.
Nel campo di Monigo, secondo cifre riportate nel giornale clandestino "Novice izza zice" [Notizie da oltre il filo] nel marzo del 1943 vennero censite 3.122 presenze, suddivise come segue: 1.058 uomini, 1.085 donne, 513 bambini maschi e 466 bambine; 42 bambini vennero alla luce direttamente nel campo e, in alcuni casi vi morirono. Erano presenti anche molti anziani, ultrasessantenni ed ultrasettantenni.
I morti furono 187, sepolti in due fosse comuni nel cimitero di San Lazzaro.

M. Simonetto, L. Vanzetto
10 anni di Istresco
Istresco, Treviso 2003, pp. 114
Il primo saggio ricostruisce la vita dell'Istresco, dalla sua fondazione (6 luglio 1992) ai nostri giorni, sulla base della documentazione depositata in archivio, attraverso la penna di chi ne è stato Direttore per 10 anni.
Michele Simonetto, invece, ripercorre i temi principali delle ricerche storiografiche e di altre collane che caratterizzano l'attività editoriale dell'Istituto, che ha di recente superato i sessanta titoli, molti dei quali sono frutto della collaborazione con Cierre Edizioni.

A. Casellato (a cura di)
Elio Fregonese
1922-2002. Una biografia a più voci
Istresco, Treviso 2003, pp. 125
Il testo raccoglie le autobiografie che Elio stesso ha lasciato, sia sotto forma di intervista che di scrittura diretta. Riporta anche le orazioni pronunciate in occasione del suo funerale; i ricordi di alcuni che lo hanno conosciuto nel lavoro, nella politica e nel sindacato; lettere e fotografie tra il pubblico ed il privato.
I contributi sono introdotti da Alessandro Casellato con un saggio denso ed interessante sui racconti che fissano e tramandano una vita.

A. Casellato, L. Vanzetto
United Colors of Noaltri
Localismi e globalizzazione nel Veneto contemporaneo
Istresco, Treviso 2003, pp. 95
I quattro saggi pubblicati nel testo nascono come relazioni 'parallele' presentate a due recenti convegni dedicati allo studio delle identità collettive, tenutisi rispettivamente a Trieste nel 2001 e a Treviso nel 2002.
Gli autori rivendicano a se stessi il ruolo di mostrare come sono stati creati, come funzionano e quali fini servono i miti con cui operano gli ingegneri delle identità collettive, che sembrano aver individuato nel Veneto uno dei terreni più interessanti per le loro sperimentazioni.

A. Casellato (a cura di)
L'anarchico di Mel e altre storie
Vite di sovversivi processati dal tribunale speciale per la difesa dello stato
Istresco, Treviso 2003, pp. 98
Sei studenti di storia si mettono alla caccia di altrettanti antifascisti dimenticati.
All'inizio è un'esercitazione universitaria, poi diventa una sfida, infine un incontro, con ciò che rimane di quelle persone che si sono battute contro il fascismo e che ne hanno ricevuto in cambio una vita difficile, con i loro figli e nipoti che ne serbano ricordi affettuosi, e infine con se stessi, con le proprie motivazioni, emozioni e perplessità di apprendisti storici e giovani uomini e donne.

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