PUBBLICAZIONI / STUDI RICERCHE E FONTI (nuova serie)

Lorenzo Capovilla, Federico Maistrello, con un saggio di Sonia Residori
Assalto al Monte Grappa. Settembre 1944: il rastrellamento nazifascista del Grappa nei documenti italiani, inglesi e tedeschi.
Istresco, Treviso 2011, pp. 502, € 20, ISBN 978-88-88880-68-9
Il ritrovamento di un cospicuo fascicolo processuale ha consentito agli autori di questa ricerca di gettare nuova luce su quello che viene considerato il più drammatico e sanguinoso episodio della Resistenza veneta: il Rastrellamento del Grappa del settembre 1944.
Queste carte e diverse altre provenienti dagli archivi inglesi e tedeschi hanno chiarito molti aspetti inediti e controversi di tutta l’ “Operazione Piave”, pianificata a Feltre a partire dal 10 settembre 1944 e conclusasi in pochi giorni con la disfatta dell’intero movimento partigiano del Massiccio...

Ernesto Perillo (a cura di)
La colpa di essere nati
Marta Minerbi e Alessandro Ottolenghi: ebrei cittadini trevigiani
Istresco, Treviso 2011, € 14, ISBN 978-88-88880-62-4
«... Ora che tutto è passato, ditemi: perché i nazi-fascisti vi perseguitavano così barbaramente? Che colpa avevate?». Lo guardo fisso negli occhi: «Che colpa? La colpa di esser nati! E per la colpa di esser nati siamo stati braccati… E la stessa colpa ha avuto mio marito, di cui non so più niente; mio fratello; che non è più tornato… Per la sola colpa di esser nati han trovato atroce morte, nei campi di eliminazione tedeschi, sei milioni (capisce?) sei milioni tra uomini, donne e bambini… La più grande infamia della storia!».
(Marta Ottolenghi Minerbi, La colpa di essere nati, 1954).

E. Ceccato
Un maestro di libertà e democrazia
Pacifico Guidolin (1897-1984) nella vita politica e culturale di Castelfranco Veneto
Istresco, Treviso 2010, pp. 352, € 18, ISBN 978-88-88880-50-1
Uno spaccato della realtà veneta del Novecento tratteggiato attraverso la biografia di un ‘maestro’ di pensiero e di vita: Pacifico Guidolin (1897-1984).
Il contesto è quello del territorio castellano e del suo capoluogo che vivono in maniera profonda le trasformazioni sociali, economiche e politiche del XX secolo e che, attraverso l’opera di Pacifico, tentano di darsi degli strumenti di lettura e comprensione della realtà.
Una microstoria che è paradigma degli eventi che hanno portato a parlare di Nordest e a interrogarsi sulla sua attuale evoluzione.

Stefano Ballarin
Un antifascista di provincia
Storia di Ferdinando Perencin (1910-1941)
Istresco, Treviso 2008, pp. 238, € 16,00
Ferdinando Perencin (1910-1941) da San Vendemiano (TV) fu travolto e distrutto dalla dittatura fascista: conobbe l’accanimento di funzionari e prefetti, il Tribunale speciale per la difesa dello stato, il carcere e il confino, le spire ottuse della peggiore burocrazia che lo costrinse ad una agonia lunga e solitaria, senza cure e senza conforto.
Chi leggerà queste pagine scoprirà la sproporzione tra ciò che Perencin subì e i “reati” di cui fu incolpato. E potrà comprendere – grazie alla vera e propria controinchiesta condotta dall’autore – la microfisica del potere che lo avvinse e lo stritolò.
L’indagine condotta da Stefano Ballarin ha funzionato egregiamente dal punto di vista storiografico, riuscendo a svelare anche le pieghe più riposte dei documenti, ad entrare e farci entrare nei meccanismi delle indagini, degli interrogatori, dei processi, della gestione del detenuto nell’istituzione carceraria. Il risultato non è solo un lavoro sulla vita e le idee di un perseguitato politico, ma anche sulla cultura e le pratiche dei suoi persecutori.

Daniele Ceschin (a cura di)
Dai campi alle officine. Storie e lotte del sindacato nel Trevigiano
Atti del convegno Un secolo per il lavoro 1906-2006
Cgil Treviso – Istresco, Treviso 2007, pp. 372, € 20,00
Un secolo di sindacato, un secolo per il lavoro.
Il volume raccoglie saggi e contributi che illustrano le vicende delle organizzazioni sindacali nel Trevigiano, dalla fase “arcaica” della seconda metà dell’Ottocento caratterizzata dal mutualismo e dalla cooperazione, fino alle lotte nelle fabbriche degli anni Sessanta. Passando attraverso la nascita della Camera del lavoro, il leghismo rosso e quello bianco del primo dopoguerra, il sindacalismo fascista e la rinascita del sindacato nell’Italia libera e democratica.
Stagioni politiche e uomini, organizzazione e partecipazione.
Quindi la CGIL, ma non solo. La chiave di lettura è data dalle trasformazioni dell’economia trevigiana: “dai campi alle officine”, dall’attenzione alle condizioni delle masse rurali e dalla loro mobilitazione, alle vertenze dei contadini diventati operai.
Un processo scontato e un luogo comune? Non proprio: il sindacato accompagna queste fasi con il suo apporto, legge queste dinamiche e cerca di governarle, combatte e rivendica, media e a volte ripiega.
Non è una storia facile: accanto alle lacerazioni e alle sconfitte si consolidano anche le speranze e le conquiste.

Lisa Tempesta (a cura di)
Storie di donne in guerra e nella Resistenza
Istresco, Treviso 2006, pp. 272
Questo volume rappresenta la conclusione di una ricerca sulla memoria femminile della Resistenza trevigiana iniziata qualche anno fa, raccogliendo le testimonianze orali delle donne che contribuirono a vario titolo alla lotta di liberazione nazionale.
L'indagine ha inteso illustrare le motivazioni che indussero delle ragazze di paese a "vivere pericolosamente", per raccontare poi l'eredità di una simile esperienza, cioè le forme dell'impegno femminile nel dopoguerra, ovvero i percorsi e le modalità di rientro nel privato.
Nel tempo l'oggetto della ricerca si è allargato fino ad abbracciare la memoria femminile della guerra in senso lato.
Storie di donne in guerra e nella Resistenza ha voluto offrire uno spazio pubblico di ascolto a chi non l'aveva mai avuto, allestire una scena narrativa in cui i nostri testimoni - tanto preziosi quanto inconsueti - potessero finalmente muoversi nelle vesti di protagonisti di storie condotte in prima persona, con l'intenzione di restituire legittimità storica e civile a vissuti e memorie troppo a lungo trascurati.

Federico Maistrello
XX Brigata Nera
Attività squadrista in Treviso e Provincia (luglio 1944 – aprile 1945)
Istresco, Treviso 2006, pp. 260
La ricerca di Federico Maistrello sulla XX Brigata Nera “A. Cavallin” di Treviso è importante, non solo perchè ricostruisce la composizione e la struttura dell’organismo, ma anche e specialmente perché descrive nei particolari gli episodi di violenza di cui furono autori i brigatisti neri della provincia e contribuisce a illuminare dall’interno la storia della Repubblica sociale italiana. (Dianella Gagliani)

Ernesto Brunetta
Campagne e Resistenza nel Trevigiano
Istresco, Treviso 2006, pp. 144
"E' dall'interpretazione della categoria della sopravvivenza come norma che emerge il rapporto tra mondo rurale e Resistenza, rapporto che risulterebbe infatti incomprensibile senza l'uso di questa categoria.
Sicché una Resistenza condotta in modo tale da accentuare quelli che i contadini ritenevano mali assoluti non era certamente ben vista da quel mondo, mentre diverso fu il rapporto con una Resistenza che, diciamo così, si contenesse.
Alla fin fine però, le rappresaglie provocate, così comunemente si riteneva, dalla presenza e dalle azioni dei partigiani, le requisizioni necessarie alla sopravvivenza delle formazioni, le esecuzioni sommarie del dopo liberazione, innescarono in buona parte del mondo rurale un'identificazione perversa tra singoli episodi e movimento in generale, della quale non approfittò di certo uno screditato neofascismo, bensì piuttosto quanti andavano predicando l'oblio, la rimozione o, al più, l'identico rispetto per tutte le vittime della guerra".

Daniele Ceschin
La lunga estate del 1944
Civili e partigiani a Farra di Soligo e nel Quartier del Piave
Istresco, Treviso 2006, pp. 216
Il fuoco di questa ricerca è rappresentato dai fatti dell’estate del 1944 nel Quartier del Piave e dalla ricostruzione di eventi poco noti ai più, quasi dimenticati e che, a distanza di oltre sessant’anni, meritano di essere indagati e rivisitati anche alla luce delle acquisizioni e delle interpretazioni storiografiche più recenti.
A partire dal mese di agosto numerosi comuni della zona pedemontana del Trevigiano, in buona parte controllati dai partigiani della brigata Mazzini, vennero interessati dalla violenza nazifascista che si riversò soprattutto sulla popolazione civile.
Dopo aver incendiato numerose abitazioni di Pieve di Soligo e di Solighetto, la mattina del 1° settembre alcuni reparti di tedeschi e di repubblicani di Salò raggiunsero Soligo e cominciarono ad appiccare il fuoco alle vie principali del paese.
Catturati poi sette civili nei pressi di Villa Brandolini, questi vennero fucilati poco lontano, sulla strada per Farra di Soligo. Persero così la vita Giuseppe Bonaventura, Ruggero Camilotto, Vigilio Nardi, Paride Pecoretti, Giuseppe Tomasi e i fratelli Giovanni e Olivo Ricoldo.
La furia nazifascista si spostò poi verso Farra, con l’incendio del Borgo Monchera e l’uccisione di Pietro Simoni, e poi ancora verso Miane, Follina e gli altri comuni della Vallata.
Tutti questi episodi furono il tragico prologo del rastrellamento del Cansiglio.

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